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Terzo Giorno

Ride 3 – Teatro dei Calanchi – Pisticci – Diga di Senise – Castelsaraceno - Lagonegro

Tot.= 200 km – 3 ore e mezza.

Attività ricreative:

  • Visita del Teatro dei Calanchi con book fotografico;
  • Visita di Pisticci – la città bianca;
  • Attraversamento con vista mozzafiato della Diga di Montecotugno (Senise);
  • Giro sul ponte più lungo del Mondo a Castelsaraceno.

 

 

Pisticci e i Calanchi

Pisticci, splendida città che sorge sui colli argillosi della Provincia di Matera e i versanti sono caratterizzati da profonde scanalature, i calanchi (risultato dell’erosione del terreno che si produce per l’effetto di dilavamento delle acque su rocce argillose degradate, con scarsa copertura vegetale e quindi poco protette dal ruscellamento).

L'abitato ha la forma di una S, formando una sorta di anfiteatro naturale, caratteristica per la quale, data la sua posizione strategica e dominante, è denominata il “balcone sullo Jonio” o “l'anfiteatro sullo Jonio”.

Nella splendida cornice dei calanchi, ogni anno si svolge la sera il Teatro dei Calanchi (dal 1° Agosto fino al 5 Agosto) ossia rappresentazioni teatrali in modalità unplugged, senza l’utilizzo di elettricità o di strumenti di amplificazione (per rendere ancora più forte il concetto di contatto con la natura e di rispetto di essa). L’evento, nato dalla visionarietà del pisticcese Daniele Onorati, rappresenta un unicum per l’intero Sud Italia, offrendo allo spettatore un’esperienza indimenticabile all’interno di una delle aree più suggestive e belle del nostro Paese.
La 5 giorni di Teatro dei Calanchi si concluderà con la rappresentazione dell’Odissea.

 

Diga di Montecotugno (Senise), è una diga costruita negli anni tra il 1970 e il 1982 nel territorio del comune di Senise (PZ) lungo il corso del fiume Sinni. È la più grande diga in terra battuta d'Europa. Il muro della diga misura in lunghezza 1850 m in altezza 60 m, è largo alla base 260 m. La capacità massima di 530 milioni di m³ ne fa la maggiore delle dighe italiane.
 

Castelsaraceno e il “Ponte tra i due parchi” più lungo del mondo

 A mezz’aria sul canyon attraversato dal torrente Racanello e a metà tra il Parco nazionale del Pollino e quello dell’Appennino Lucano-Val d’Agri Lagonegrese, sorge il Ponte Tibetano più lungo del mondo, chiamato per l’appunto ilPonte tra i due parchi, in stretta analogia con la definizione con cui è, d’altronde, noto lo stesso Comune di Castelsaraceno, l’antico “Castrum Saracenum”, roccaforte saracena, arroccato com’è a 916 metri sul livello del mare, alle pendici del monte Alpi, borgo medioevale, in provincia di Potenza: sorge nel Parco nazionale del Pollino e al confine con il Parco dell’Appennino lucano Val d’Agri Lagonegrese, appunto per questo, conosciuto come il “Paese dei due Parchi”.

Una struttura da record con i suoi 589 metri di lunghezza e gli 80 di altezza sospeso a mezz’aria sul canyon del torrente Racanello – tra i parchi nazionali del Pollino e dell’Appennino Lucano-Val d’Agri Lagonegrese.

Realizzato da due ditte lucane (Geofond di Policoro e la Geovertical di Lauria) per un milione e mezzo di euro a valere su fondi regionali e PO Val d’Agri.

L’opera da Guinness dei primati ha una campata unica, sorretta da quattro funi portanti da 35 mm e da 2 di sicurezza da 20 mm e collega l’antico borgo sul monte Castelveglia con le pendici del dirimpettaio massiccio del Raparo.

Per attraversarlo in sicurezza bisogna indossare un’imbracatura e un apposito kit. 

Ad affiancare il ponte una parete attrezzata per il free-climbing adatta ai bambini, una strada ferrata per la grotta Scasciata, , un “percorso d’acqua” dove praticare torrentismo (canyoning) nelle acque del Racanello, un “percorso della memoria” tra i mulini storici della zona e degli itinerari tra bosco Favino e Monte Alpi.

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